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giovedì, 06 dicembre 2007

GRAZIE JORGE, GRAZIE JOHAN.

   

Sotto l’aspetto organizzativo, la Coppa del Mondo FIFA 1978 è stata un’edizione criticata e piena di tensione: come paese ospitante viene scelta l’Argentina che però sta vivendo anni drammatici a causa della dittatura militare ( è il periodo dei “desaparecidos”).

Gli stadi vengono sorvegliati dai militari in ogni punto e l’atmosfera che si respira è pesante: nonostante gli appelli per boicottare il campionato come protesta alle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime, alla fine tutte le nazionali parteciparono ad eccezione di Jorge Carrascosa, che abbandona la nazionale argentina, e di Cruyff, che lascia quella olandese, anche a causa della situazione politica.

La nostra nazionale, guidata da Bearzot, inizia in malo modo il campionato, subendo una rete dalla Francia dopo soli 44 secondi, ma si riprende velocemente vincendo tutte le partite del primo turno.

Il Brasile non gioca in maniera esaltante, e l’Argentina batte il Perù per ben 6 gol a 0, dando adito a sospetti che la partita fosse combinata.

La finalissima vede proprio la squadra di casa affrontare l’Olanda, sotto un timoroso arbitraggio dell’italiano Gonella: non ci furono comunque episodi scandalosi e l’Argentina riuscì a vincere la Coppa battendo la squadra olandese per 3 a 1, ai supplementari.

Nella nazionale argentina si distinse il gioco talentuoso di Mario Kempes che conquistò il titolo di capocannoniere dei Mondiali.

I mondiali del disonore.

Nel 1978 fu disputata in Argentina l'edizione più drammatica e infame dei campionati mondiali di calcio.

Nonostante i governi di mezzo mondo e le autorità del calcio fossero al corrente dei crimini tremendi che venivano commessi nell'Argentina sotto la dittatura militare, venne fatta la scelta vile di recarsi ugualmente a disputare quella che doveva essere una grande festa sportiva per il mondo intero.

Disputare ugualmente quel torneo fu una grande occasione persa per emarginare un regime criminale e denunciare fatti di infinita gravità e si trasformò al contrario in un autentico regalo alla dittatura (e ai suoi protettori e padrini internazionali) che ebbero dal resto del mondo una sorta di riconoscimento formale del regime.

Anche grazie alla vittoria annunciata della squadra argentina strafavorita da arbitraggi e inganni, i campionati del mondo vennero usati da Videla e Massera per distogliere l'attenzione di un popolo terrorizzato dalla tragica realtà e per cercare di dare al mondo intero una immagine di normalità.

Ma contemporaneamente allo svolgersi del Mondiale continuavano i piani di sterminio delle alte cariche tanto che, proprio nel periodo della manifestazione calcistica, in Argentina la repressione toccò il suo culmine e con essa il numero dei rapimenti e degli assassinii.

In pratica i boati del tifo argentino ai goal di Mario Kempes nascondevano il rumore degli aerei della morte che sorvolavano gli stadi trasportando i desaparecidos pronti per essere gettati ancora vivi in mare.

Ma le autorità non si curavano di questo e numerose furono le esternazioni di ringraziamento al regime militare.

Il presidente della FIFA Havelange parlando davanti alle telecamere delle televisioni osservava:

"Finalmente il mondo può vedere l'immagine vera dell'Argentina".

Henry Kissinger, ospite d'onore della manifestazione, dichiarava:

"Questo paese ha un grande futuro, a tutti i livelli".

L'unico gesto dignitoso lo compirono i giocatori olandesi sconfitti in finale dai padroni di casa: al momento di ricevere il trofeo si rifiutarono di salutare i capi della dittatura. 

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Postato da: ilcompetente a dicembre 06, 2007 16:47 | link | commenti |



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